In Calabria lo chiamano semplicemente 'u Santu Patri. San Francesco di Paola è il patrono della regione e la sua figura è presente ovunque: nelle chiese, nelle case, nei nomi delle persone. La città che gli ha dato i natali, Paola, sulla costa tirrenica della provincia di Cosenza, lo festeggia ogni anno con giorni di celebrazioni che richiamano fedeli da tutta la Calabria e oltre.
Chi era San Francesco di Paola
Francesco nacque a Paola nel 1416. Giovanissimo scelse la vita da eremita e intorno a lui si raccolse una comunità che divenne l'Ordine dei Minimi, approvato dalla Santa Sede nel 1474. La sua fama di santità arrivò fino alla corte di Francia, dove trascorse gli ultimi anni: morì vicino a Tours il 2 aprile 1507. Fu canonizzato appena dodici anni dopo, il 1 maggio 1519.
Nel 1943 Pio XII lo proclamò patrono della gente di mare italiana e nel 1962 Giovanni XXIII patrono della Calabria. Il legame con il mare nasce da uno dei racconti più celebri della tradizione: l'attraversamento dello Stretto di Messina sul proprio mantello, steso sull'acqua come una vela.
Perché si festeggia a maggio
La memoria liturgica del santo cade il 2 aprile, giorno della sua morte, che però cade quasi sempre in Quaresima. Per questo Paola celebra la festa solenne nei primi giorni di maggio, ricordando la canonizzazione: secondo la tradizione la notizia arrivò in città tre giorni dopo il 1 maggio, ed è per questo che il culmine è il 4 maggio.
I momenti principali, secondo il santuario, sono tre:
Il 2 maggio si accende la lampada votiva che celebra il patronato del santo sulla Calabria. Il 3 maggio è dedicato alla gente di mare, con la benedizione del mare con il Mantello del santo. Il 4 maggio, giorno culminante, il busto d'argento del patrono viene portato a spalla in processione per le strade della città.
Accanto ai riti religiosi c'è il programma civile: fiere, concerti in piazza e fuochi d'artificio, con la città addobbata a festa.
Il santuario di Paola, anche fuori dai giorni di festa
Il santuario merita una visita in qualsiasi periodo dell'anno. Accanto alla basilica moderna si trova l'antica basilica, con la cappella che custodisce le reliquie del santo. Fuori dalla chiesa si apre la cosiddetta zona dei prodigi, che riunisce alcuni dei luoghi legati ai miracoli più raccontati: la fornace, la fonte detta della Cucchiarella, dove i pellegrini attingono acqua, e il Ponte del Diavolo. Poco oltre ci sono il piccolo eremo e la grotta in cui, secondo la tradizione, il giovane Francesco si ritirava in preghiera. È un percorso raccolto, da fare a passo lento, tra pietra, acqua e bosco.
Sulle tracce del santo anche in Presila
La presenza di San Francesco non si limita alla costa. A Spezzano della Sila, in Presila, sorge il santuario nato dal terzo eremo fondato dal santo, intorno al 1474, dopo quelli di Paola e di Paterno: lo raccontiamo nell'articolo sui borghi della Presila cosentina. Unire le due visite permette di seguire la figura del santo tra mare e montagna.
Da San Pietro in Guarano si scende a Cosenza (la stazione di Vaglio Lise è a circa 15 km) e da lì si prosegue verso la costa tirrenica. Nei giorni della festa Paola è molto frequentata: conviene partire presto e mettere in conto traffico e ricerca del parcheggio. Al rientro, la sera di maggio in giardino, sotto il gazebo con vista sulla vallata, è il modo migliore per chiudere la giornata. Per organizzare il soggiorno potete verificare la disponibilità.
Maggio in Calabria, con base in Presila
Una villetta per fino a 7 ospiti con giardino e vista su Cosenza, comoda per le feste di primavera tra Presila, città e costa.