Pini laricio a Lorica, nel Parco Nazionale della Sila
Pini laricio a Lorica, nel Parco Nazionale della Sila — foto: Beppeveltri · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Salendo da San Pietro in Guarano verso l'altopiano, in mezz'ora di strada il paesaggio cambia: i coltivi della Presila lasciano spazio a grandi boschi di conifere, pascoli e laghi. È la Sila, tutelata da un parco nazionale e riconosciuta dall'UNESCO come Riserva della Biosfera. Ecco cosa significano questi riconoscimenti e cosa aspettarsi una volta arrivati.

Il Parco Nazionale della Sila

Il Parco Nazionale della Sila è stato previsto dalla legge nel 1997 e istituito definitivamente nel 2002. Si estende per circa 73.700 ettari in tre delle cinque province calabresi, Cosenza, Catanzaro e Crotone. Tra i parchi nazionali italiani spicca per la copertura forestale: i boschi occupano la gran parte della sua superficie.

Dentro i confini del parco ricadono tre laghi artificiali, Ampollino, Arvo e Ariamacina, realizzati nella prima metà del Novecento, oltre a riserve naturali e centri visita. Al Cupone, nei pressi del Lago Cecita, il centro visite ospita un museo naturalistico dedicato alla fauna dell'altopiano. Ne parliamo nella pagina sul Parco Nazionale della Sila e in quella sul Lago Cecita.

La Riserva della Biosfera MAB UNESCO

Nel 2014, durante la 26ª sessione del Consiglio internazionale di coordinamento del programma Man and the Biosphere (MAB), riunito a Jönköping in Svezia, la Sila è stata inserita nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera dell'UNESCO: è stata la decima riserva italiana ed è stato il primo riconoscimento UNESCO per la Calabria.

Una Riserva della Biosfera non è solo un'area protetta. Il programma MAB riconosce territori in cui si cerca un equilibrio tra natura e attività umane, e ne promuove tre funzioni: la conservazione di paesaggi, habitat e specie; lo sviluppo sostenibile; il sostegno a ricerca e formazione. Per questo l'area MAB della Sila è molto più ampia del parco: secondo l'Ente Parco abbraccia circa 355 mila ettari e 66 comuni, i 18 della comunità del parco e i comuni adiacenti. Tra questi c'è anche San Pietro in Guarano.

Dalla casa al parco: da Home Igino&Rose si raggiunge Camigliatello Silano in circa mezz'ora, la Riserva dei Giganti della Sila in 35-40 minuti e il Lago Cecita in 45-50 minuti.

Il pino laricio, re della foresta silana

Il simbolo della Sila è il pino laricio (Pinus nigra laricio), dominante nella fascia montana tra i 1.100 e i 1.600 metri, sui pianori e sui versanti dolci che caratterizzano l'altopiano. Nelle zone più alte è invece diffuso il faggio, spesso insieme all'abete bianco.

Il luogo dove ammirare i pini laricio più imponenti è la Riserva dei Giganti della Sila, nel bosco di Fallistro, affidata al FAI: qui crescono alberi piantati nel Seicento, alti fino a circa 45 metri, con tronchi che alla base superano il metro e mezzo di diametro. Ne raccontiamo la visita nell'articolo sui sentieri e i Giganti della Sila.

Gli animali dell'altopiano

La Sila ospita una fauna ricca. Il mammifero più importante è il lupo, che dopo aver rischiato l'estinzione è oggi in ripresa. Il cervo e il capriolo sono presenti grazie a progetti di reintroduzione avviati a partire dagli anni Ottanta. Simbolo amatissimo è lo scoiattolo nero, che studi genetici recenti considerano una specie a sé, Sciurus meridionalis.

Nei boschi vivono anche gatto selvatico, martora, tasso, volpe e lepre italica, e tra gli uccelli nidificanti si contano astore, sparviero e picchio nero, che in Sila trova il limite meridionale della sua area di riproduzione nell'Europa continentale. Vederli richiede pazienza, silenzio e un po' di fortuna. Rispetta sempre le regole del parco, resta sui sentieri segnati e informati presso i centri visita sulle attività guidate in programma.

Per chi soggiorna in Presila, la Sila diventa così un'abitudine più che una gita: una mattina tra i pini laricio, un pomeriggio sulle rive di un lago, il rientro a casa per cena in giardino. Ogni stagione mostra un volto diverso dell'altopiano, dal verde pieno dell'estate ai colori dell'autunno fino alla neve d'inverno: vale la pena tornarci più di una volta.

Dormire in Presila, a mezz'ora dalla Sila

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